mercoledì - 22 Feb 2012
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13 rebbraio
2010
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Sono nato a Milano nel 1938, qui sono sempre vissuto e ho studiato.

Nel 1962 ho lasciato la facoltà d'Architettura del Politecnico per collaborare con mio nonno Ambrogio Gadola alla conduzione dell'impresa di famiglia, l'Impresa Gadola. Da allora questa è sempre stata la mia principale occupazione e dal '71, morto mio nonno, ne sono il responsabile.

Ovviamente, la mia vita e i miei interessi sono influenzati da questo lavoro che mi ha dato molte soddisfazioni e che ha alimentato tante curiosità per problemi che in qualche modo hanno a che fare con il mondo delle costruzioni ed i suoi luoghi deputati: primo tra tutti la città.

Come imprenditore edile ho colto fin dai primi anni d'attività l'importanza della vita associativa di categoria e vi ho dedicato molto tempo ricoprendo anche incarichi di rappresentanza.

I problemi dell'imprenditoria e della cultura imprenditoriale mi hanno spinto anche al di fuori dell'edilizia ed ho per alcuni anni fatto parte di IDOM - Impresa domani, una libera associazione tra imprenditori di diversi settori, ricoprendo la carica di presidente negli anni '78 e '79.

I miei studi di architettura, ancorché interrotti, mi avevano lasciato il desiderio di potermene ancora occupare anche se non a livello professionale ed In/arch - L'Istituto Nazionale di Architettura mi ha permesso di rientrare in questo mondo. Sono divenuto socio della sezione lombarda nel 1979 e negli anni dal '85 al '88 ne sono stato presidente.

Pressappoco nello stesso periodo ho ricoperto la carica di vicepresidente della Società Italiana per le Belle Arti ed Esposizione Permanente. Erano anche gli anni nei quali l'edilizia, come molti altri settori, doveva prendere coscienza dei problemi ambientali. Per chi costruiva il problema era soprattutto la qualità dell'aria "dentro" gli edifici e l'inquinamento prodotto dai materiali edili e dalle consuetudini di vita al chiuso.

Per questo mio interesse e per le conoscenze che mi ero fatto frequentando convegni internazionali, sono stato nominato dall'allora Ministro per l'ambiente Giorgio Ruffolo presidente della Commissione tecnologica per i problemi dell'inquinamento interno.
In quegli anni sono anche stato responsabile scientifico per la ricerca "Qualità ed innovazione tecnologica" nell'ambito del Progetto Finalizzato Edilizia del CNR.

Gli anni a cavallo tra il 1980 ed il 1990 sono stati per me quelli di una gran curiosità ed attenzione ai problemi della gestione della città che in tutto il mondo, e dunque anche a Milano, dovevano affrontare problemi di crescita e di adeguamento tecnologico. L'esperienza francese, in particolare l'attività dell'amministrazione della città di Lione, mi ha spinto ad occuparmi delle infrastrutture del sottosuolo urbano - acquedotti, fognature, gas, telefoni e molto altro ancora - dando vita ad un consorzio d'imprese specialistiche che hanno sviluppato progetti sperimentali di cunicoli urbani multifunzionali per il Ministero delle Aree Urbane. Per lo stesso ministero abbiamo predisposto una bozza di legge concernente i piani regolatori del sottosuolo urbano. Ho cercato in quegli anni di introdurre in Italia questa nuova disciplina, l'urbistica, un approccio alla città come sistema complesso. Da questo ad occuparmi più in generale del "funzionamento" della città e dei suoi problemi non solo tecnologici, il passo è stato breve.

Nel 1990 assieme ad alcuni amici abbiamo dato vita ad un'associazione, "Città sane", per diffondere nelle amministrazioni locali l'omonimo progetto dell'Organizzazione Mondiale della sanità, progetto che si propone di affrontare i problemi di salute della comunità in modo sistemico, globale, e di promuovere la salute intesa non meramente come assenza di malattie o prevenzione, ma come benessere fisico, mentale, sociale, spirituale delle persone e delle comunità e come risorsa per la vita piuttosto che come obiettivo da raggiungere.

Nel 1996 e nel 19697 sono stato professore incaricato alla Facoltà d'Architettura della Bovisa dove insegnavo progettazione esecutiva e dove oggi insegno Estimo. Insegnare prima di tutto vuol dire imparare ed imparare insieme ai giovani mantiene la mente desta.

Dal 2001 collaboro al quotidiano La Repubblica, nella pagina milanese, con una rubrica settimanale dove mi occupo della città, dei suoi problemi di crescita e sviluppo, della sua amministrazione e dei suoi amministratori: un'occasione unica per continuare a scavare nella vita di Milano, per conoscerla anche fisicamente, per vederne i malanni e soprattutto per capire da dove può cominciare a guarire.

La città, la mia grande passione.


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